Dissanguare i popoli e grugnire i privilegi

Il destino della Terra sembra ormai avvitato in una spirale irreversibile, dall’esito presumibilmente disastroso. Le risorse finanziarie e naturali sono quasi tutte nelle mani di pochi “maiali” ingordi e incontentabili (mi perdonino i maiali per l’offensivo paragone!) che perseguono senza scrupoli di sorta il loro patologico interesse, a discapito di persone, animali, cose, contesti, patrimoni, riserve, ecosistemi, tutto. Come se non ci fosse (e non dovesse esserci) un domani. Come se loro stessi non facessero parte di questo pianeta, e dunque potessero permettersi di devastarlo e consumarlo senza pagare in prima persona. Hanno forse già pronto un pianeta di riserva? Si faranno ibernare e, poco prima della fine, partiranno con le astronavi alla ricerca di nuovi mondi da colonizzare e distruggere? Non fanno parte, invece, dello stesso equipaggio in bilico, attraverso i millenni, sull’unica barca che abbiamo a disposizione?

Scrivevo, preconizzando la catastrofe, nel mio Emporium. Poemetto di civile indignazione (2008): «Mentre la forbice aumenta l’apertura: / i poveri sempre più reietti / i ricchi sempre più indecenti»… Hanno avuto bisogno, i “maiali”, di annientare la classe media, cioè di accentuare la distanza tra il potere megalomane e quasi onnipotente dei pochissimi privilegiati, e la stragrande maggioranza degli “iloti”, cioè i sottoposti, gli oppressi “sotto-uomini”, affannando questi ultimi nei cavilli di un’esistenza sempre più complicata e difficile, ai bordi della sopravvivenza, tra sopore alienato e disperazione. Conclusa la guerra fredda con l’ammainabandiera del Cremlino, baluardo simbolico della resistenza dei popoli (26 dicembre 1991), i “maiali” hanno avuto il via libera per la riprogrammazione del mondo in ragione di un Nuovo Ordine che poi lo sviluppo tecnologico e informatico ha reso in pochi anni globalizzato. Le lancette della storia sono state portate indietro di secoli. Le democrazie sono state esautorate dall’interno, attraverso reti piramidali di massonerie, dai vertici occulti, che lavorano h24 per corrodere le posizioni conquistate dai popoli in 200 anni di sanguinose battaglie, tutelando e rafforzando, viceversa, gli interessi e i privilegi dei “maiali”. Il disarmo ideologico degli anni ’90 ha certificato il trionfo del relativismo nichilistico postmoderno, funzionale a una “società liquida” dove vale tutto e il suo contrario, e dove il fluido scintillio della superficie spettacolare è soltanto l’escamotage per rendere invisibili i giochi sporchi di chi investe miliardi per plasmare il mondo a propria immagine e ottenere costantemente il massimo profitto. Ogni cosa è stata di conseguenza de-realizzata, adulterata, privata del suo centro costitutivo, cioè investita e truccata per rappresentare il contrario di ciò che è. Un caleidoscopio di apparenze prismatiche e cangianti dove, a bella posta, è praticamente impossibile orientarsi. Di fatto: tanti cavalli di Troia per meglio intaccare l’autenticità del mondo “di prima”. Branchi di lupi travestiti da agnelli. Schiere di falsi predicatori. Plotoni di intelligenze assoldate e pagate per mentire. Politici radiocomandati dai banchieri. E dappertutto una vernice di libertà democratiche per attutire o silenziare i grugniti dei “maiali”, nascondendo le impalcature di una società mai così ferma negli ultimi 50 anni, e quindi gli intrallazzi di una dittatura tra le più pericolose di sempre, poiché per la prima volta nella storia planetaria e occulta, o meglio non evidente e immediatamente percepibile, nella quale siamo tutti avviluppati.

Se dunque si volevano punire i popoli per aver così sfrontatamente alzato la cresta, conquistando con il sangue e il sacrificio libertà civili e democratiche che fino a trent’anni fa si ritenevano acquisite e ormai definitive, occorrevano due cose fondamentali: 1) corrompere in toto la politica, cioè eliminare per sempre l’etica degli statisti e sostituirli tout court con docili e intercambiabili funzionari del Nuovo Ordine (meglio se qualunquisti e improvvisati, privi di specifica preparazione e di spiccata personalità, destinati come sono al ruolo di burattini); 2) elidere i margini critici del dissenso, cuocendo le persone a fuoco lento, anestetizzandole, frollandone pian piano i cervelli, spegnendone gli sguardi, facendone dei pugili suonati prossimi al KO. Quindi da un lato precarizzare e parcellizzare il lavoro, rendendone sempre meno solidi e certi i diritti; dall’altro rendere inutilmente complicata e al limite impossibile fino al suicidio l’esistenza quotidiana dei “sudditi” ex cittadini; dall’altro ancora, riempire la loro vita insulsa di futili soddisfazioni (gli acquisti a rate, i mutui, le vacanze, le crociere, gli status symbol con cui illudersi di elevarsi socialmente, i “circenses” settimanali come i riti del calcio e le vie crucis ai centri commerciali, o le altre innumerevoli droghe escogitate per tacitare le coscienze e imbrigliare le energie creative degli individui) nonché le loro mani, viceversa potenzialmente pericolose, con un aggeggio-catalizzatore per tenerli buoni, un oggetto che – anche lì, come per gli altri aspetti del mondo contemporaneo – finge di connetterli ma in realtà li isola e li aliena: l’onnipresente i-phone. E certo l’abnorme sviluppo tecnologico degli ultimi due decenni è stato auspicato e finanziato dai “maiali” anche e soprattutto per ottundere le coscienze delle persone, distraendole dal pensare alle cose realmente importanti e disinnescandone sul nascere ogni velleità di cambiamento. L’informatica ha steso la rete globale del Nuovo Ordine, consentendogli di attecchire e proliferare.

Ma il capolavoro dei capolavori sarebbe stato a quel punto creare e finanziare una falsa sinistra con cui cornificare e mazziare gli ideali delle passate generazioni, frodando meglio i popoli. Mascherare la destra più biecamente retriva sotto i panni amichevoli della sinistra in apparenza più democratica e populista. Una sinistra “postmoderna”, agile e funzionale, attenta ai mercati più che agli stati, disponibile a traviarsi e a traviare senza rispetto autentico per i principi costitutivi della sua stessa ispirazione. In cambio di questo tradimento i “maiali” avrebbero assicurato potere, aderenze massoniche e soldi, tanti soldi. Così è accaduto in Italia con il PD, che appunto rappresenta la sinistra disposta a vendersi l’anima. Come uno scrittore che accetta di farsi riscrivere il libro pur di pubblicare con il grande editore e vendere milioni di copie. Il PCI risorto dalle ceneri qualche anno fa è invece come lo scrittore idealista che rinuncia alle lusinghe del facile successo, pur di non tradire la propria voce e non perdere la propria inimitabile originalità. Naturalmente l’Europa dei “maiali” aborre il PCI e auspica un sempre maggiore rafforzamento del PD, in quanto grimaldello e ingranaggio delle proprie dinamiche finanziarie, a matrice oligarchica e antidemocratica. Anzi: il binomio con il M5S conferisce al PD un passe-partout populistico e qualunquistico che lo rende ancora più gradito e sostenibile. Ora arriveranno gli oltre 200 miliardi di euro del recovering found anti-Covid, ma l’Europa dei “maiali” non elargisce soldi a vuoto: più soldi prendi, più ne diventi schiavo, più le dovrai obbedire. Ieri al referendum ha vinto il sì, ed è stato un nuovo, ennesimo affronto alla sacralità – da tempo non più inviolabile – della Costituzione. La sinistra autentica era per il no; il PD, naturalmente, era per il sì. Adesso infatti Zingaretti gongola perché “questo è il primo passo di una serie di riforme” che in realtà, al di là delle belle parole di prammatica, intendono scardinare e demolire l’Italia della Resistenza, da cui appunto la Costituzione è stata partorita. Quell’Italia – l’Italia dei nostri padri e dei nostri nonni – va evidentemente cancellata. Ce lo chiede l’Europa! Pare di sentirli, i grugniti giulivi che salgono dalle segrete dei potentati e delle logge massoniche… I club esclusivi, modello Bilderberg, che hanno costante e insaziabile bisogno di carburante populistico per alimentare i meccanismi politici e pseudo-democratici con cui umiliare e triturare i popoli, assieme alle loro “sciocche” rivendicazioni. Quella stessa Europa che – con l’incredibile beneplacito del PD – ha parificato i simboli del lavoro (la falce e il martello) alla svastica nazista…

Dopo 40 anni di logorio ai fianchi e bombardamento neuropatologico quotidiano (le tv private, la pubblicità martellante, i videogiochi, internet, i telefonini…) la coscienza critica, etica e popolare degli italiani è ridotta pressoché allo zero, mentre aumentano a dismisura l’incultura, l’alienazione, la solitudine, l’odio, l’intolleranza, la violenza… Siamo ormai un Paese di pecoroni e rincoglioniti, facilissimo da turlupinare, dove i politici trovano sempre meno resistenza nel procacciare gli interessi dei loro burattinai… Occorre darci presto una svegliata, e il PCI dovrebbe – approfittando anche del prossimo centenario – porsi a capofila di un vasto e compatto movimento di forze politiche eterogenee, di sinistra autentica, per contrastare la deriva reazionaria che, fra un tradimento e l’altro, sta riconsegnando al nemico terreni di civiltà conquistati a prezzo di sacrifici altissimi e non dimenticabili.

Marco Onofrio

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